Non serve essere un esperto sommelier per sapere che il mondo dell’enologia è ricco di regole e buone pratiche da seguire.

Tra questi grandi e piccoli accorgimenti si celano però dei falsi miti che limitano o addirittura minano il nostro avvicinarci alla cultura del vino.

Ecco 5 “classici” falsi miti sul vino:

1 . Il vino rosè si beve solo in estate

La storia del vino rosè è costellata di false verità: è un vino femminile, si beve esclusivamente per aperitivo, è un vino prettamente estivo.
Nulla di più errato: il vino rosè, giovane e versatile, è perfetto per ogni palato, momento del pasto e dell’anno; in Francia ad esempio, dove la cultura del vino rosè è molto più diffusa, il vino rosato è molto apprezzato e viene degustato durante ogni stagione.
Per i più resti a sovvertire questa regola consigliamo di optare per vini rosè più tannici e con una buona acidità, perfetti per accompagnare zuppe e piatti autunnali.

2. Solo i grandi vini rossi devono essere decantati

Superata la diatriba sull’utilità di decantare o meno un vino, l’essenziale è capire quali sono i vini che necessitano di questo accorgimento.
Al contrario di ciò che si può credere non sono i vini rossi invecchiati a necessitare di aerazione.
I vini rossi invecchiati, come il Barolo, non vanno fatti respirare per troppo tempo – il rischio è quello di accellerare il processo di ossidazione e privare il vino delle poche note fruttare rimanenti dopo un lungo invecchiamento – ma devono vanno decantati per essere liberarli da sedimenti e residui.
Al contrario invece, lo stesso Barolo giovane – o in generale i vini rossi giovani complessi e tannici – hanno assoluto bisogno di essere fatti respirare: sapore e aromi diventano più evidenti, pieni e gradevoli grazie all’ossigenazione.

3. Il vino bianco si ottiene solo con uve bianche

Al di là di ciò che ingenuamente si può credere i vini bianchi si ottengono anche da uve a bacca rossa.
Gli esempi più famosi sono i vini spumanti bianchi – come lo Champagne o il Franciacorta – prodotti con mosto ottenuto da uva Pinot Nero.
Questo è possibile perchè il colore rosso del vino è ottenuto grazie alla macerazione delle bucce nel mosto, processo che non viene effettuato nella produzione del vino bianco in quanto le bucce vengono separate dalla polpa prima della fermentazione.

4. Solo il vino bianco si abbina a piatti a base di pesce

Il principale motivo per cui non si abbina il vino rosso con il pesce è per la presenza dei tannini. Quest’ultimi sono astringenti e possono trasformare il sapore del pesce – non molto grasso – in metallico.
Vini rossi meno tannici – come il Pinot Noir  – o pesci più grassi – come il salmone – permettono, invece, di osare e sperimentare abbinamenti più azzardati.

5. I vini bianchi si servono ghiacciati mentre i rossi solo a temperatura ambiente

La temperatura di servizio è molto importante per degustare al meglio un calice di vino; l’abbinamento vino bianco – freddo, vino rosso – caldo non è poi così scontato.
Ad esempio, alcuni vini rossi, se fatti raffreddare anche solo per dieci minuti sprigionano al meglio i propri sentori di frutta; al contrario, vini bianchi maturi e molto strutturati, hanno bisogno di un paio di gradi in più (fra i 12 e i 14 °C) per essere valorizzati al meglio. Qui l’infografica con la temperatura di servizio delle principali tipologie di vini.

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