Marrakech è un viaggio unico per i profumi che si respirano, per i colori che si possono ammirare e per i suoni che ti accompagnano alla scoperta della città.
Bastano 3 ore di volo e un biglietto low cost per raggiungere questa meta dal fascino berbero, che molti a ragione, definiscono “da mille e una notte”.

Arrivo a Marrakech in una grigissima giornata di pioggia, a sentire dai racconti, proprio come accadde a Yves Saint Laurent e Pierre Bergé quando arrivarono per la prima volta nel 1966, e come loro anch’io resto subito affascinata da questa città, nonostante il maltempo.

Da fare

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Da sinistra: Medina, Koutoubia

Perdersi nel caos della Medina, nel labirinto dei stretti vicoli del Suk alla ricerca di spezie e prodotti artigianali e poi ritrovarsi tra incantatori di serpenti e mangiatori di fuoco nella piazza Jemaa El Fna.

Curiosare negli angoli nascosti. Marrakech custodisce luoghi segreti di pace e di quiete proprio accanto alla frenetica vita del Suk. Nei patii illuminati dal sole si possono gustare rigeneranti tè alla menta e dalle terrazze dei riad ammirare i colori del tramonto con il richiamo del muezzin che dall’alto del minareto scandirà il vostro tempo.

Scoprire la contraddizione di questa città che se da un lato conserva intatta la cultura e la tradizione del Marocco fatta di costumi, suoni e profumi, dall’altro lato si apre alla cultura occidentale e ne fa propri il design e lo stile di vita.

Tornerete a casa con scorte di menta marocchina, curcuma, zenzero, ogni tipo di creme anti age a base di olio di argan ma soprattutto con la luce negli occhi (quella dell’Africa così calda e affascinante) di chi ha visto un luogo magico, un fascino antico in lenta trasformazione.

Da vedere

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In senso orario: Le Jardin Majorelle, Maison de la Photographie, Medersa Ben Youssef

Luci, giochi di ombre e di colori si ammirano all’interno del cortile della Medersa Ben Youssef, la scuola coranica d’architettura arabo andalusa. Bellissime le decorazioni a stucco e i mosaici geometrici che percorrono tutte le pareti.

Proseguite verso Dar Si Said che ospita il museo delle arti marocchine fino ad arrivare a Palais Bahia nella parte bassa della città vecchia.
Un’altra zona molto bella è la Kasbah, più tranquilla e più pulita, dove potrete visitare le Tombe Sadiane e Palais Badii da qui si può osservare il nidificare delle cicogne, animale considerato sacro e protetto.

Per gli appassionati di fotografia merita una visita la Maison de la Photographie, l’edificio è di un bianco candido disposto su tre piani. Salite fino alla terrazza per godere della vista su tutta la città.

Non si può andare via da Marrakech senza aver visto il contrasto cromatico del blu e del giallo e gli altissimi cactus che sembrano toccare il cielo a Le Jardin Majorelle. Progettata dall’omonimo artista francese la proprietà fu acquistata da Yves Saint Laurent e Pierrè Bergè nel 1980 e divenne la loro residenza estiva.

Dove dormire

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El Fenn

È molto importante la scelta del Riad in cui alloggerete perchè la Medina è folkloristica e affascinante ma allo stesso tempo anche molto stancante ed il vostro spirito dopo una giornata passata a girovagare (e perdersi) nel dedalo di viuzze dei Suk avrà bisogno di relax e pace.

Riad Dar Darma è un lussuoso riad del XVIII secolo a pochi passi dal Museo di Marrakech. Ha solo 4 suite e 2 appartamenti arredati con estrema cura e sapiente stile orientale. Vi accoglieranno soffitti in legno dipinti a mano, porte scolpite ed eleganti saloni con camini e tende di velluto.

El Fenn è un connubio perfetto tra design tipico marocchino e design occidentale. Ai coloratissimi tessuti dell’artigianato locale si mixano lampade e sedie dal design nordico. Il raid è una vera oasi del colore: divani gialli, pareti pitturate di rosso e rosa, tanto verde (naturale) e una terrazza da dove poter ammirare l’Atlantide e la Koutoubia.

Dove Mangiare

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Dar Moha

Dar Moha è ricavato nella ex villa dello stilista Pierre Balmain, ha pochi tavoli attorno alla piscina decorata a mosaico (è bene prenotare almeno un giorno prima) e due sale arredate con dettagli d’epoca. L’atmosfera è magica: petali di rosa sopra il tavolo, candele, e musica dal vivo di sottofondo. La cucina dello chef Mohamed Fedal (Moha) vi stupirà, tantissimi antipasti e pietanze che unisco tradizione marocchina e creatività.

Al Fassia si trova nel quartiere di Gueliz che gli abitanti del posto chiamano “la città nuova” in effetti ha ben poco a che vedere con la Medina. Il ristorante offre cucina tipica marocchina ma la vera sorpresa è la gestione del posto curata interamente da donne che vi accoglieranno vestite con grembiuli e cuffie color amaranto.

Momenti di ozio

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In senso orario: Beldy Country Club, Dar Cherifa

Un drink alla Mamaunia. Costruito nel 1923 dagli architetti Prost e Marchisio è l’hotel simbolo di Marrakech, anche se definirlo solo “hotel” potrebbe essere riduttivo. La Mamaunia rappresenta un vero e proprio monumento di architettura marocchina e stile decò. Tra i suoi ospiti illustri si vantano nomi quali Winston Churchill, Franklin D. Roosvelt, Charlie Chaplin, Jean Paul Belmondo, Catherine Deneuve, Alain Delon e tanti altri. I giardini di agrumi, rose e palme sono aperti al pubblico e meritano assolutamente una visita.

Dar Cherifa, è un bellissimo caffè letterario – ristorante ed è una vera oasi di pace dentro la Medina. Pochi tavoli con divanetti bianchi disposti agli angoli del riad e al centro del patio una piccola fontana con petali di rosa. Ci si può rilassare leggendo un libro, ascoltando musica e bevendo un delizioso tè alla menta.

Hammam al Beldy Country Club, è un’esperienza da provare. A circa 10 minuti di taxi dal centro, vi aspettano ben 5 ettari di giardini in cui poter passeggiare in mezzo agli ulivi, cespugli di menta, cactus e specchi di acqua. La spa è molto intima e rilassante. Le stanze adibite ad hammam sono in candido tadelakt (tipico rivestimento murale) mentre nell’area relax dalle vetrate si può godere della vista sul giardino. Il rituale dell’hammam dura circa 30 minuti e prevede passaggi a diversi livelli di temperatura che permettono il dilatarsi dei pori della pelle e uno scrub che eliminerà le impurità. Dopo l’hammam vi faranno rilassare sorseggiando tè alla menta. Vi suggerisco di finire con un bel massaggio per sciogliere le ultime contratture e sentirsi completamente rigenerati.

Da mettere in valigia

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1 Unit 05 Borsa da Viaggio Overnight Blu Navy  – Unit Portables;

T-shirt con Stampa Mani – My Secret Milan per Blue les copains;

3 Borsa con tracolla – Eduardo Wongvalle;

Crema Solare al Roucou IP 50 – Ligne St. Barth;

Clic Wooden Cover Iphone –  Native Union;

6 Geometrie Collana Rigida – Avril 8790;

Crema Viso al Roucou – Ligne St. Barth;

Ballerine – Michele LoPriore.