A Hyerès, nel sud della Francia, da più di 30 anni a fine aprile, si svolge un festival di moda e fotografia unico nel suo genere.

Ecco il reportage della nostra contributor Natalia Cazzola Dolce che ha partecipato alla 31esima edizione del Festival International de Mode et de Photographie di Hyerès:

Villa Noailles
Villa Noailles

“Esposizioni, sfilate, concerti, conferenze, calici di rosé all’imbrunire, party e after party caratterizzano ogni anno a fine aprile la vita di una deliziosa cittadina del Sud della Francia.

Al Festival International de Mode et de Photographie di Hyerès va in scena la creatività pura, senza freni. 10 talenti della moda e 10 della fotografia sono i protagonisti della quattro giorni, pronti a parlare con addetti al settore, ma anche con persone comuni delle proprie ispirazioni, dei sogni e dei timori dei primi anni di carriera.

La forza di Hyerès è il confronto, lo scambio libero di idee tra i giurati e il pubblico accorso, tra talenti e studenti che sognano un giorno di poter avere loro gli occhi del mondo puntati addosso.

E così, passeggiando nella splendida villa modernista progettata da Robert Mallet-Stevens come buen retiro per Charles e Marie-Laure de Noailles, lì dove negli anni ’20 o ’30 Man Ray, Picasso o Dalì venivano ospitati dalla coppia di eclettici proprietari, si incontrerà un Pierre Hardy disponibile a confrontarsi con un gruppo di giovani studenti scandinavi o un Carlo Capasa pronto a discutere di come migliorare la sostenibilità ambientale della filiera produttiva.

Come ogni anno il Festival fondato da Jean-Pierre Blanc e giunto alla 31esima edizione ha avuto due padrini d’eccezione a capo rispettivamente della giuria moda e di quella fotografia: Julien Dossena e William Klein. Di grande qualità le esposizioni, che saranno visibili negli spazi di Villa Noailles fino al 22 maggio, raccontano gli universi dei due presidenti di giuria.

Work in Progress è un’immersione nei codici stilistici di Paco Rabanne di cui Julien Dossena, premiato all’edizione 2006 del Festival, è il direttore creativo dal 2013. Un mix di pezzi d’archivio del poliedrico stilista, che divenne famoso nel 1961 per l’approccio scultoreo e architettonico e per i capi in plastica o metallici, e pezzi più recenti del nuovo corso urbano e contemporaneo del giovane Dossena.

Work in Progress mostra Paco Rabanne
Work in Progress, Paco Rabanne

Dai locali della piscina coperta che ospita la mostra di Rabanne, si passa alla sala dello Squash sede di William Klein + Polly Maggoo. La mostra è un omaggio al primo film ironico e dissacrante girato dal fotoreporter e fotografo di moda al compimento dei 50 anni dal debutto nelle sale del 1966.

Una sequenza di immagini in magistrale bianco e nero raccontano della protagonista del film, una modella in auge che è chiamata a interrogarsi sulla sua identità in una società sempre più consumistica ed effimera quale quella dei Sixties. Per rivivere a pieno quegli anni la domenica mattina è stato trasmesso per intero “Qui etes-vous Polly Maggoo?” nel prato davanti la villa: plein soleil, adagiati sull’erba o sulle sdraio di tela marinière messe a disposizione dal Festival ci si è goduti un capolavoro della cinematografia di moda.

Le sfilate serali e quella della domenica pomeriggio che culmina con la proclamazione dei vincitori rimangono però gli eventi più attesi del Festival. Aperte sia al pubblico che ai professionisti del settore hanno luogo in un hangar dal sapore industriale a bordo saline.

sfilata Shohei Kinoshita
Shohei Kinoshita

Sfilano veloci i 5 look che ogni designer ha a disposizione per trasmettere il proprio mondo: dai volumi nipponici di Shohei Kinoshita che trae ispirazione dal gruppo televisivo giapponese anni ‘80 Issei Fubi Serpia, alle silhouette astratte e scultoree della svedese Amanda Smart, passando per lo sguardo malinconico di una designer giapponese, Akino Kurosawa, nel suo confrontarsi con i colori e la rigidità di un inverno scandinavo.

L’inizio di una nuova melodia scandisce il susseguirsi di racconti e codici stilistici anche molto diversi tra loro. A trionfare è la creatività genuina di giovani talenti che si esprimono liberamente non dovendo per forza piegarsi alle logiche delle vendite. Hanne Jurmu & Anton Vartiainen vincitori della Menzione Speciale della Giuria Moda e del Premio Chloé e Wataru Tominaga che si è visto riconoscere il Gran Prix du Jury Première Vision ne sono l’emblema.

Wataru-Tominaga_Giappone
Wataru Tominaga

Il duo finlandese proveniente dall’eccellente Aalto University di Helsinki ha stregato pubblico e giurati con la decadenza bucolica delle loro creazioni maschili mostrate in passerella da modelli che avanzavano ondulanti e quasi in trance parlando con se stessi. Il giapponese Tominaga esponente della Central Saint Martins di Londra è invece alla ricerca di un terzo genere e di un modo di pensare alternativo che conduca ad una vita migliore: colori, motivi e volumi propri di un guardaroba femminile sono pensati per l’uomo in ottica genderless.

E quando cala la sera il Festival cambia ancora veste: aperitivi davanti a ville decadenti e la festa di Paco Rabanne e i-D France all’Hyppodrome sulle note delle dj di Cicciolina Paris hanno chiuso all’alba un’altra edizione. A l’année prochaine!”

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