Abbiamo scoperto il Castello di Sammezzano per caso, passeggiando per i fitti boschi che sovrastano la località di Leccio, in Toscana.
Lontani dalla ressa del grande Outlet della zona, abbandonata la macchina, ci siamo addentrati nel bosco. È stato un anziano signore a indicarci la strada, con un fascio di rose selvatiche fra le mani e un cappello di paglia in testa. Ci racconta che ha sempre vissuto qua, all’ombra del castello incantato, lui come tutti gli abitanti del piccolo borgo di Leccio.

Il marchese Panciatichi Ximenes d’Aragona, geniale e visionario, amante dell’arte orientale, decise di trasformare l’originaria costruzione seicentesca in un eclettico e onirico palazzo delle mille e una notte.
365 stanze una diversa dall’altra, decorate con minuzia di particolari, esplosione di colori e dovizia descrittiva. Ma se il castello è folle, geniale e caleidoscopico, il parco che lo circonda esprime al pieno la personalità poliedrica e moderna del suo creatore. E’ uno dei parchi più grandi della Toscana e ospita piante rare e antiche, maestose.

Se il castello è chiuso al pubblico, se non contattando l’associazione che lo cura e protegge da crudeli e insulsi atti di vandalismo, il giardino è accessibile e selvaggio.

Una tappa alternativa, insolita e mai scontata del vostro prossimo viaggio in Toscana.