Se per Halloween state programmando una vacanza da brivido, vi consigliamo di visitare l’Italia. Da nord a sud, sono innumerevoli i luoghi insoliti da scoprire: castelli incantati, scale che non portano a niente, mostri grotteschi, boschi magici. Elfi che osservano silenziosi, sentieri scavati nella roccia, immagini che esplodono in un caleidoscopio di forme e colori. Fantasie generate da artisti della meraviglia, architetti della follia, ingegneri di incubi.

Castello Incantato di Sciacca, Sicilia

Img via paolagrizi.wordpress.com
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A Sciacca, in Sicilia, c’è un podere dove sopravvive un mondo immaginario e incantato, scaturito dalla mente di un uomo pazzo d’amore. Fra olivi e mandorli millenari decine di statue osservano il visitatore attonito; sono scavate nella roccia, nascoste nei tronchi, mute. È l’urlo di dolore folle lanciato da Filippo Bentivegna che, lacerato nel cuore e nella mente da un amore non corrisposto, sfogò la sua malattia in un’arte impulsiva e brutale, inconsapevole, pietrificata. Osservati da centinaia di occhi assetati di vendetta, non potrete che provare un insano terrore.

Consonno, Lombardia

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Consonno è un posto che mette i brividi. Una galleria commerciale arabeggiante, una pagoda cinese, un castello medievale, costruiti e subito abbandonati. Al centro del paese troneggia il lussuoso Hotel Plaza, oggi sventrato. Negli anni sessanta, dalla mente folle di un imprenditore brianzolo nasce il “Paese dei Balocchi”, un “non luogo” che non avrà mai vita. Dell’originario paese di Cunsònn, dal quale i pochi abitanti furono costretti a sloggiare per costruire il complesso commerciale, resta solo il cimitero. Dove forse le anime, private delle loro case, continuano a vagare in cerca di pace.

Giardino dei Tarocchi, Capalbio

Img via tuscany-latium-tourism-dmo.blogspot.com
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Niki de Saint Phalle è l’artista statunitense che negli anni ottanta iniziò a sognare il Giardino dei Tarocchi. A Garavicchio, vicino a Pescia, in Toscana, con un calvario psichico e fisico durato diciassette anni, l’artista, supportata da un’equipe, ha lavorato alle ventidue figure in vetro e acciaio, ricoperte di vetri, specchi, maioliche colorate, raffiguranti gli arcani maggiori dei tarocchi. Il risultato è un grottesco e onirico viaggio trascendentale dentro la mente dell’artista. Un viaggio folle e psichedelico che potrete “divertirvi” a provare.

La Scarzuola, Umbria

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Là dove sorgeva un antico convento francescano, negli anni Cinquanta l’architetto milanese Tommaso Buzzi comprò l’intera proprietà e costruì quella che per lui potesse essere la “città ideale”. Il risultato è un’accozzaglia neo manieristica di riferimenti alle architetture del passato, una profusione di scalinate che non portano a nulla, una allegoria escatologica dell’esistenza raccontata con l’ermetismo tipico dell’aristocrazia massonica settecentesca.Un cammino Kafkiano nel nostro io più profondo.

Parco dei Mostri di Bomarzo, Lazio

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Nel 1552 il principe Pier Francesco Orsini volle che venisse realizzato nelle sue proprietà un sacro parco, animato da decine di statue, sfingi, animali e figure di pietra. Le opere gigantesche sorgono dal terreno e sembrano potersi animare da un momento all’altro, in un labirinto simbolico in cui perdersi e ritrovarsi. Dopo la morte del principe, il parco cadde in oblio e divenne il “Parco dei Mostri” per gli abitanti della zona, terrorizzati dalle inquietanti sculture.

Miniere del Sulcis Iglesiente e Porto Flavia, Sardegna

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Nel sud ovest della Sardegna, in una zona di rara bellezza, c’è una vasta area mineraria dove nell’ 800 iniziò l’estrazione di metalli preziosi. Attorno alle miniere sorsero numerosi centri abitati che, con l’esaurirsi delle vene estrattive, furono pian piano abbandonati. In una vasta area, riconosciuta patrimonio dell’Unesco, sorgono edifici ottocenteschi di raffinata architettura, in mezzo a una natura crudele e selvaggia. Porto Flavia è sicuramente uno dei più suggestivi. Lo si può vedere solo dal mare: nell’imponente sperone calcareo è inserita una porta d’uscita alla galleria, a forma di torrino medievale, che consentiva di caricare il materiale estratto direttamente sulle navi.

Castello di Sammezzano, Toscana

Img. via eightapples.blogspot.com
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Il marchese Panciatichi Ximenes d’Aragona, geniale e visionario, amante dell’arte orientale, decise di trasformare l’originaria costruzione seicentesca in un eclettico e onirico palazzo delle mille e una notte. 
365 stanze una diversa dall’altra, decorate con minuzia di particolari, esplosione di colori e dovizia descrittiva. Ma se il castello è folle, geniale e caleidoscopico, il parco che lo circonda esprime al pieno la personalità poliedrica e moderna del suo creatore. E’ uno dei parchi più grandi della Toscana e ospita piante rare e antiche, maestose. Ora il Castello è chiuso, visibile solo su appuntamento. Trovate un approfondimento qui.