Missoni insegna, in una mostra a Londra dal 6 maggio.

Il Fashion and Textile Museum di Londra ospiterà l’italianissima mostra “Missoni, Art, Color” partita dal MA*GA di Gallarate, città dove i Missoni iniziarono la loro impresa, e curata dal noto critico d’arte Luciano Caramel assieme a Luca Missoni, direttore artistico dell’Archivio Missoni e ad Emma Zanella, direttrice del MA*Ga stesso.

1982

La mostra, con il patrocinio di The Woolmark Company, porta oltre i confini del nostro Paese non soltanto la storia della maison Missoni – che come nella migliore delle tradizioni italiane fonde in sé Made in Italy, moda e famiglia – ma anche 40 dipinti, tra cui molte opere di Lucio Fontana e Wassily Kandinsky.
I suddetti dipinti, tutti risalenti ad artisti europei del 20secolo, furono fonte di studio ed ispirazione per quello che ora è il textile design distintivo dell maison, creato da Ottavio Missoni e dalla moglie Rosita.

Ottavio Missoni nella sua workroom.
Ottavio Missoni nella sua workroom.

La retrospettiva sui Missoni comprende una vasta collezione di bozzetti, looks, arazzi e studi tessili mai visti prima, provenienti direttamente dall’Archivio Missoni o da collezioni private mai esposte prima.

Ciò su cui la mostra vuole focalizzarsi è il grande apporto che i Missoni hanno saputo dare alla moda mondiale, con il loro incredibile e rivoluzionario textile design che ha segnato epoche come gli anni ’60 e ’70 e ne è diventato un simbolo, fino ad arrivare inalterato ai giorni nostri.

Kate Moss per Missoni, 2004.
Kate Moss per Missoni, 2004.

La storia di una delle più longeve e importanti maison di moda italiana non è un aspetto secondario in quest’esposizione, ma anzi, ne è parte integrante e indissolubile  poiché i Missoni hanno saputo riversare la propria storia – personale e familiare, le proprie esperienze, la propria cultura, i propri viaggi intorno al mondo e i propri studi sul tessuto e il knitwear nelle loro creazioni.

“Per vestirsi male non serve seguire la moda, ma aiuta.” – un irriverente Ottavio Missoni.

Una mostra vasta, varia, affascinante, che insegna l’arte del più sublime knitwear – e un po’ di italianità- agli occhi di chi lo sa davvero apprezzare.

 

BONUS:

Chi si fosse perso la mostra del MA*GA e non potesse volare a Londra, o per chi fosse interessato ad approfondire il tema:

guida-catalogo scaricabile

della recente mostra italiana, che comprende le digitalizzazioni di alcuni bozzetti, opere e textures inedite.

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