Abbiamo chiesto a Lorenzo Dell’Agnello di raccontarci del 67° Festival di Cannes. Ecco la sua verità ironica e tagliente, al di là della Croisette.

Quando mi avete chiesto di fare un post sul Festival di Cannes mi è sembrata una cosa bella e facile. In realtà non so cosa scrivere!

Si, perché se vai a Cannes per lavoro, del Festival che si aspettano gli altri non vedi proprio niente, o quasi.

Vi spiego la giornata tipo: sveglia alle 8, doccia, colazione e almeno 20 minuti per arrivare al Palais des Festivals (gli affitti sono cari e gli appartamenti vicino alla Croisette, oltre che troppo costosi, sono già prenotati da almeno un anno da case di distribuzione prepotenti).
Arrivati al Palais ti dirigi verso il Marché du Film o il Village International mostrando fiero il tuo badge circa un centinaio di volte per evitare che ti sbattano fuori o ti confinino ad Ajaccio.
Per chi non lo sapesse il Marché du Film è esattamente un mercato: distributori, produttori e festival da tutto il mondo si danno appuntamento a Maggio per parlare di business. C’è lo stand di Canal +, quello di Pyramide International, di tutti insomma.

Perchè Cannes è il mercato cinematografico più grande e importante d’Europa.

All’esterno, sulla spiaggia, c’è invece il Village International, stands che ospitano enti nazionali che si occupano di cinema nei vari paesi. Sono anche sistemati rispecchiando la geopolitica, per esempio lo stand dell’Ucraina, che era sempre stato accanto a quello russo, quest’anno era dalla parte opposta.
Ecco sono questi i due luoghi in cui si svolge gran parte della giornata dell’accreditato medio.
Poi iniziano gli appuntamenti con i vari distributori che dovrebbero proporre nuovi titoli adatti per il tuo festival o venderteli se sei una tv, un esercente o un altro distributore.

Gli incontri sono più o meno sempre tutti uguali.

Oltre a parlare di lavoro ci sono due argomenti che tradizionalmente vengono tirati in ballo:

  • Il tempo. A Cannes ho iniziato ad andare nel 2012 e ha sempre diluviato, specialmente nel 2013. Quest’anno c’era il sole quindi lamentarsi del tempo del 2013 e mostrare gioia per quello del 2014 era un must di Cannes 67;
  • Quando sei arrivato? Quando riparti? Sono le solite domande di inizio o di fine del meeting. Anche se sembra tutto paillettes e luccichini è molto stancante (soprattutto per chi ha lo stand al Marché) e quindi la verità è che tutti non vedono l’ora di andarsene.

L’atmosfera che si respira è comunque quella del grande paese dove di vista ci si conosce tutti, del resto con 300.000 accreditati è quasi come stare a Firenze.

Quando arrivano le 18, iniziano i cocktail. Finalmente tutti si rilassano un po’ e, soprattutto, si inizia a bere.
I cocktail sono su invito, che non sono troppo difficili da trovare, soprattutto se del tutto casualmente hai fissato un meeting con quelli di Cinema Chile esattamente otto ore prime del loro cocktail. Una cosa è certa: il più ambito è quello del Festival di Locarno, alla Plage du Palme accanto al Village International. Come negli altri si beve gratis e il cibo è buono , ogni tanto ti presentano qualcuno, scambi il biglietto da visita (senza il quale a Cannes conti meno dello stagista dello stagista dell’assistente dell’assistente) e fai due chiacchiere sul tempo o sugli arrivi e le partenze.

Di solito giornalmente fai due, massimo tre receivement, poi si apre un bivio: andare a cena o fare la famosa Montée des Marches, ovvero il red carpet.

Per fare il tappeto rosso l’accredito non basta, devi avere un invito, un biglietto, e non è così facili da trovare, tanto che di solito non fai il tappeto del film che scegli tu, ma di quello per cui hai trovato il biglietto. Ci sono vari sistemi per riuscire ad averne uno, ma adesso non posso certo svelare tutto.
Quest’anno sono stato così fortunato da fare il tappeto per un film che addirittura avrei voluto vedere e così col mio badge mi sono avventurato nel centro di Cannes per trovare un negozio e comprare i pezzi che mi mancavano per comporre uno smoking: abito e papillon per l’uomo sono obbligatori!
Ci sono altre regole ferree, come l’orario di arrivo: se arrivi tardi non ti fanno entrare perchè gli ultimi a calpestare il tappeto devono essere i membri della delegazione del film (nel mio caso Cronenberg, la Moore, Robert Pattinson e altri meno rilevanti).

Quindi dopo un selfie sul tappeto, con smoking e scritta Festival di Cannes ben in vista, si prende posto a sedere.

Una volta arrivata la crew del film si spengono le luci, parte la sigla del festival e poi i titoli di testa del film (che prevedono applausi ad ogni nome dato che è presente in sala per la prima mondiale del film).

Se invece, come capita spesso, il biglietto non ce l’hai, allora vai a cena.

A cena si va con quelli che ormai sono amici e che vedi in occasione di mercati e festival. Chiaramente, da bravo italiano, a cena sono sempre (o quasi) con altri italiani. Esattamente come in un paese, appunto, durante la cena si parla e sparla degli altri accreditati, di quelli carini, di quelli antipatici, perfino di quelli simpatici se l’annata è indimenticabile.

Ma la giornata non è ancora finita: dopo ci sono le feste.

Fondamentalmente esistono tre tipi di feste:

  • La festa delle nazioni. Nessuna celebrità ma solo addetti ai lavori. Difficoltà reperimento invito: minima. La più ambita è quella del Brasile, fissate quindi l’appuntamento il giorno prima!
  • La festa del film d’autore/sperimentale/dell’emergente. Sono molto carine, ogni tanto ci puoi incontrare qualche autore e attore un po’ più indie tipo Ali Forman. Non è difficile avere un invito perchè spesso conosci il distributore o qualcun altro che ha lavorato al film. Personalmente quest’anno sono stato alla festa del film Le Combattants al Silencio che sarebbe la succursale marittima del locale parigino aperto da Lynch e che, esattamente come Inland Empire, non mi ha convinto per niente;
  • La festa del Film. Mi riferisco ai film grossi, tipo Cohen, Spielberg e così via. Qui ci sono gli attoroni, i pezzi da 90 e di solito sono su yatch o ville private. Difficoltà reperimento invito: massima.

Sono le tre e l’accreditato può finalmente andare a letto, pronto per un’altra giornata a Cannes ma lontano da Tappeti rossi e stars di Hollywood.

Lo so non ho parlato di moda, né di cinema, né di tendenze, ma che dite lo pubblicate comunque?!