Per proteggere dal sole, per tenere caldo, per moda, per darsi un tono o semplicemente per sembrare un po’ più slanciati, in ogni caso il cappello accompagna da sempre la figura maschile.
Nell’antichità veniva indossato soprattutto per la sue caratteristiche funzionali ma con il passare dei secoli più che un accessorio pratico il cappello si configura come un simbolo sociale e culturale.

Mettersi il cappello, togliersi il cappello, cambiare cappello: gesti che si compiono sul palcoscenico quotidiano per assumere ruoli diversi, per cambiare la propria immagine e forse le proprie idee – “Favolosi Cappelli” di Giuliana Berengan.

Vista la sua grande popolarità nel corso della storia, le particolarità legate a questo accessorio sono moltissime ma di sicuro ce ne sono alcune che da sempre suscitano l’interesse più di altre. Ecco 4 curiosità sui cappelli più famosi dell’ultimo secolo.

Perchè il Panama si chiama così se è originario dell’Ecuador?

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Sean Connery con indosso il famoso Panama.

Inizialmente si chiamava con lo stesso nome della città dove veniva e viene ancora prodotto: “Jipijapa”. Il suo primo avvistamento risale al 1500 quando per la prima volta gli spagnoli lo vedono indosso agli indigeni, anche se le sue origini sono sicuramente più antiche.

Nel 1800 diviene molto popolare tra i cercatori d’oro che si recano in California passando per Panama, ma è nel 1906 che raggiunge la fama, quando il presidente americano Theodore Roosevelt lo indossa durante la cerimonia di inaugurazione del canale di Panama. In questa occasione il Jipijapa diventerà famoso nel mondo come Panama.

Fedora o Borsalino?

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Jean-Paul Belmondo e Alain Delon sul set del film “Borsalino”.

Più volte è stata fatta confusione tra questi due cappelli, in realtà stiamo parlando di due modelli distinti, simili nella forma ma dal risultato finale molto diverso. Il Borsalino, di origini italiane, presenta una tesa stretta e una consistenza rigida, adatto a stili impeccabili e perfetti come quelli di Alain Delon e Jean-Paul Belmondo.

Il Fedora, di origini inglesi, ha una tesa larga e una consistenza morbida e si fa portavoce della Sprezzatura”, ovvero l’arte di vestirsi ed atteggiarsi come se non ci si fosse sforzati d’apparire così bene. Non a caso Frank Sinatra non se ne separava mai, portandolo un po’ spiegazzato e inclinato di lato come se fosse stato messo di fretta, in realtà rispondeva ad una precisa regola di stile e un meticoloso posizionamento: due pollici sopra il ciglio destro e tesa anteriore leggermente piegata verso il basso, solo così poteva essere indossato il cappello da un gentiluomo.

Il Trilby è unisex?

Il Trilby si distingue da Fedora e Borsalino per la falda molto stretta e rigirata verso l’alto nella parte posteriore. Di recente è tornato di grande utilizzo e lo vediamo soprattutto indosso a cantanti e personaggi dello show business.

Il suo nome deriva dalla protagonista di una commedia teatrale di fine ‘800, che durante la prima messa in scena indossava un cappello simile. Inizialmente il cappello era indossato solo dalle donne. Fu solo intorno agli anni 20 che il cappello iniziò a diventare popolare tra gli uomini. Quindi anche se ad oggi è associato al vestiario maschile il Trilby è in realtà unisex.

Qual’è l’origine del nome Pork Pie Hat?

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Gene Hackman indossa il Pork Pie Hat, in una scena del fil “The French Connection”.

Il cappello Pork Pie, cupola piatta e rotondità perfetta, diviene celebre nel 1971 quando appare nel celebre film The French Connection, indossato da Gene Hackman.

Il suo nome deriva dalla somiglianza con una tipica torta inglese fatta di carne di maiale e gli viene attribuito dai musicisti jazz e blues di New Orleans, tra i quali il cappello era molto famoso.

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