Nuovo “Do it yourself” e l’Autunno/Inverno 2014/2015 definito dalla stilista Vivienne Westwood e da suo marito Andreas Kronthaler è volutamente svincolato dal genere maschile e femminile e si avvale dell’aggettivo unisex.

Un esempio di moda complementare a se stessa, che trasforma il “Maschile VS Femminile” e il “Maschile più Femminile” in qualcosa che si più definire semplicemente in “Moda Maschile e Femminile”.

Ma se nella visone di Vivienne Westwood l’elemento politico sulla questione della parità di genere è dichiarato e a tratti esasperato altri stilisti assottigliano pacatamente i confini: linee, volumi, colori e stampe tendono a convergere.
Così ciò che è stato creato per lui si avvicina, in un gioco di specchi riflessi, a ciò che è siamo abituati a vedere su di lei e viceversa.

In futuro gli abiti non saranno più identificati come maschili o femminili. L’estetica della moda coinvolgerà la rappresentazione del corpo. – Rudi Gernreich

Anche la moda 2014, spesso senza dichiararlo, fa passi avanti rispetto al concetto di “prestito dal guardaroba dell’altra metà”.
La chiave di lettura non è una moda vocata all’efficientismo, una moda maschile effeminata o una moda femminile androgina: l’uomo e la donna forgiano la propria identità sentendosi a proprio agio nel dover condividere lo stesso abito.

Mescolando le carte in tavola, nel nuovo guardaroba perfetto diventa difficile distinguere quale indumento sia stato creato pensando a lui o a lei. La riprova è “One: The Freedom to Dress Regardless of Gender”, nuovo editoriale di T Magazine, a cura del fotografo Jamie Hawkesworth e dello stylist Joe McKenna.

I modelli Nora Attal e Nader Chaudhry, gemelli eterozigoti, uguali eppure diversi, indossano le stesse camicie, pantaloni, giacche, maglioni, scarpe di J. W. Anderson, Prada, Kenzo, Marni e Givenchy. Sapere quale di questi capi sia riconducibile all’abbigliamento uomo o all’abbigliamento donna passa in secondo piano.

Nulla di estremo se si ripensa all’esperimento dello stilista Gernreich: lui e lei con i capelli rasati, senza sopracciglia, vestiti con gli stessi abiti. Per dimostrare la sua teoria rese i modelli Renee Holt e Tom Broom due perfetti cloni.
Quello che accade oggi, per la moda 2014, sembra essere più banalmente il proseguo di quanto già detto sulla moda unisex del 2013 da Angelo Flaccavento:

“l’unisex, più che di parità, parla forse, meglio, di sensibilità che si fondono. È più volatile che in passato, meno apparente e per questo, di certo, più pervasivo.”

Lui e Lui in Prada, scarpe J. W. Anderson © T Magazine - Jamie Hawkesworth.
Lui e Lui in Prada, scarpe J. W. Anderson © T Magazine – Jamie Hawkesworth.
uomo e donna in abiti marni unisex
Lui e Lui in Marni © T Magazine – Jamie Hawkesworth.
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Lui e Lui in J. W. Anderson © T Magazine – Jamie Hawkesworth.
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Lui e Lui in Kenzo © T Magazine – Jamie Hawkesworth.